mercoledì 31 ottobre 2012

Il Crocettario...

“Quando Berlinguer proponeva il dialogo con la Dc, parlava di un partito in cui, oltre a Moro, c'erano anche Gava e Ciancimino”.

"“I grillini sono deputati come gli altri. Pensano di partecipare alle leggi o di continuare a gridare in aula?”.

"

"Manderò a casa Albert".

“Vale la pena fare alleanze. Bisogna ascoltare il cambiamento dei moderati. Nel caso della mia candidatura l'Udc ha dato prova di saper superare i pregiudizi”.

"Taglierò il mio stipendio del 50%":

 "La prima legge che proporro è la seguente: gli indagati di mafia, corruzione, associazione a delinquere non potranno ricevere né incarichi dalla regione né presentarsi come candidati



Crocetta , Palermo 30 10 2012






Osservatorio politico

http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/25076/la-bocciatura-dellidv-in-sicilia-pugno-nello-stomaco

Consigliamo  la  lettura di questo  articolo apparso  su  Sicilia  Informazioni

La  Redazione di Voci  attive

martedì 30 ottobre 2012

Vince Crocetta :la rivoluzione e' cominciata

di Mario  Guglielmino

Dopo una  campagna elettorale a  dir poco  surreale in Sicilia  le  urne  hanno  emesso il loro  verdetto.
Nulla  di nuovo  per  chi ha  seguito  con attenzione l'evolversi di questo  incredibile lungo fine governo  Lombardiano .Guerre, scaramucce,pacificazioni, ritorni  di  fiamma,  colpi di scena ,il tutto  sotto la  sapiente  regia  del miglior istrione ( Lombardo) che la  Sicilia  abbia  espresso ,dopo  Pirandello , negli ultimi  anni.
Ma  adesso, salvo complicazioni  ed  eccetto l'elezione del  di lui  figlio , trota  in salsa  sicula (chiamatelo  aricciola ,chiamatelo neonata, chiamatelo  come  vi pare ) si  cambia  pagina.

E' la promessa  del  volitivo  e  testardo  Crocetta, doti  che  insieme  all'anelito  per  una  vera  legalita'  sono  oggi  tutt'altro  che  comuni.Un politico  che  con fatica  e impegno personale ,anche   a  rischio  della  vita per il suo  impegno  non comune  antimafia, intende cambiare  questa  Sicilia, rivoluzionare nel bene questo  calzino rotto dello  stivale  italico.

Niente  di nuovo, dicevamo.L'alleanza  UDC -PD Crocetta funzionera' finche'  i paletti  contro  il malaffare rimarranno ben visibili e  rispettati.L'idea  di un  ribaltone simil Lombardiano  non e' piu' concepibile ne' realizzabile.Una  crisi  di  governo  eventuale  significherebbe un ritorno alle  urne immediato.  E in questo,  con questo livello di chiarezza, la  Sicilia  ci  ha  guadagnato,non v'e' dubbio alcuno,con buona  pace di tutti.


La  contentezza  per il   risultato  passa  attraverso  le  critiche  alla  sinistra  radicale  , alternativa ( ..fin troppo)  che  non e' riuscita, grazie  alle scadenti  doti strategico tattiche di Orlando (grande  show man  ma  pessimo  duce ) a  conquistare  nemmeno  un seggio. La  sua  linea e  quella della  Borsellino con Fava  hanno perso  ancora  una  volta . Stavolta  pero' il PD  non si e' lasciato  invischiare nell'ingenuita'  e nella  vuota  speculazione  di questi  angelici   personaggi .

Non parlo  del  vuoto  della  destra.Unico punto di rammarico la non presenza dei finiani  che  almeno  avrebbero  meritato un riconoscimento  del loro importante  ruolo storico  di  scardinamento  del  sistema  berlusconiano ,in Italia  e in  Sicilia.

Cosa  rimane adesso  da  fare ?  quale  l'incognita?
I grillini .Sara'  loro  responsabilita' mantenere  un alto profilo di dialogo e  collaborazione con Crocetta per non permettere  alle solite  forze  oscure  di riappropriarsi , per  altri meno  evidenti  canali, dei posti  di potere adesso  sguarniti  dalla  loro  debacle politica.
Ma  questo appello  ai  grillini  sara'  tema di un prossimo  intervento.

Ci  congratuliamo con i  nostri amici : il presidente  Crocetta, il meritatamente neo eletto  Fabrizio  Ferrandelli come  indipendente  nelle  file  del PD  , con Giorgio Ciaccio esponente  dei  grillini M5S a  Palermo.
A  loro, e  a tutti  coloro  che  con grande  passione ,con sincero  impegno  , con umilta' e  ascolto  stanno per  iniziare  questa  nuova  avventura  che  sara'  certo "rivoluzionaria", auguriamo un grande e  proficuo lavoro .
 Noi  ci saremo  a  sostenervi, speriamo sempre, finche'  condivideremo    lo  spirito del lavoro preparatorio  che  ci ha  accomunato.Non  e' facile, ma  nemmeno  impossibile.

MArio  Guglielmino

venerdì 26 ottobre 2012

Per una lettura civile e politica delle elezioni regionali: Vito Restivo

Carissimi,


fino all'altro ieri ho condiviso con Fabrizio il progetto per una Palermo"altra"...è andata come è andata e nonostante le tante insidie e difficoltà sono orgoglioso e fiero di come abbiamo condotto la campagna elettorale grazie anche al supporto eccezionale di Voci Attive...adesso ritengo doveroso accompagnare Fabrizio in questa sfida non facile ma sicuramente importante per la rinascita della nostra Sicilia...liberarsi dai pupi e dai pupari che ci hanno condotto a questo stato pietoso non sarà facile e quindi ci viene chiesto, ancora una volta, uno sforzo affinché la nostra dignità di cittadini non continui ad essere calpestata e mortificata da una simile classe dirigente.

Qualche giorno fa’ ho assistito all'intervista del presidente Lombardo da parte di due abili giornalisti al festival della legalità a villa Filippina e mi ha sconvolto l'atteggiamento pacato e remissivo da lui assunto rispetto le tante criticità oggi presenti nell'ambito regionale…ha ammesso che qualche responsabilità riguardo la situazione problematica in cui versa la regione inevitabilmente è da attribuire al suo governo ma che comunque le cause più significative sono da ricercare nell’attuale crisi economica-finanziaria che sta investendo L’Italia e l’Europa…mi chiedo allora di chi sia la responsabilità se in questi lunghi anni di governo Lombardo, in continuità con i governi precedenti, abbiamo utilizzato soltanto una parte risibile dei 20 miliardi di € stanziati dalla C.E dal 2000 ad oggi, se il costo dell’ARS e della giunta è tra i più alti d’Italia: 162 milioni di € contro i 67 della Lombardia, se il carrozzone formazione drena centinaia di milioni di € dalle casse regionali senza arrestare minimamente la fuga di tanti giovani nostri figli, soprattutto dei “cervelli”, alla ricerca di un lavoro e di una condizione di vita migliore, se nonostante lo statuto speciale di cui siamo dotati si è legiferato meno che nelle altre regioni o se quelle poche leggi approvate non siamo riusciti ad applicarle, se i servizi pubblici sono tra i peggiori d’Italia, se l’incasso di tutti i siti culturali della Regione è meno della sola area di Pompei, se abbiamo creato posti di lavoro fittizi a volte finalizzati a un tornaconto elettorale e potremmo continuare non so ancora per quanto….

Si, signor Presidente, la responsabilità sicuramente non se la deve addossare tutta Lei anche perché abbiamo avuto un’opposizione inesistente che, inspiegabilmente tradendo il voto dei cittadini, l’ha sostenuta e chi ha vinto le elezioni alleandosi a Lei paradossalmente è andato all’opposizione…il PD ha deluso tanti aderenti ma anche tanti simpatizzanti e la sua base ha manifestato il malcontento ma nulla ha potuto contro le decisioni dei vertici e degli organi di partito; ha deluso l’altra parte della sinistra che con arroganza e presunzione crede che si debba andare da soli per cambiare le cose, così come nel centro destra litigiosità e frammentazione la fanno da padrone… c’è qualcosa nel sistema che va contro i principi della logica e del buon senso umano…

Si, signor Presidente, la responsabilità non è soltanto sua e neppure soltanto dell’opposizione ma certamente è anche nostra che abbiamo taciuto e abbiamo assistito passivamente a questo teatrino senza proferire parola…siamo una massa sbandata che ha perso l’orientamento, il senso civico, che si accontenta dell’uovo oggi anziché della gallina domani…stiamo raschiando il fondo del barile e se anche abbiamo la consapevolezza che ormai non c’è più nulla da pigliare siamo talmente opportunisti e ingordi che non ce ne frega nulla se un domani ai nostri figli rimarranno “solo gli occhi per piangere”…eppure alcune inchieste giornalistiche, i richiami della Corte dei Conti così come le indagini della Magistratura, gli scandali e i comportamenti immorali di diversi amministratori avrebbero dovuto svegliarci dal profondo sonno e scuoterci affinchè non rimanessimo impassibili e indifferenti a tali eventi… i movimenti, i sindacati, le organizzazioni professionali, il volontariato, le chiese, la parte sana e operosa della società dove è stata e cosa ha fatto concretamente oltre che indignarsi per bloccare questo malcostume generalizzato? Ammettiamolo che spesse volte anche noi siamo stati complici di questo sistema a volte per un nostro tornaconto altre volte perché non abbiamo trovato il coraggio e gli strumenti per reagire, per riprenderci lo spazio da questi occupato abusivamente…i partiti hanno perso la capacità di interpretare e rappresentare le istanze e i bisogni dei cittadini e sono diventati scatole chiuse gestori e custodi del potere usurpato; ecco perché oggi alla vigilia di questa tornata elettorale mi è difficile individuare un partito affine ai miei ideali e ai miei valori ed è per questo che la mia preferenza sarà destinata principalmente all’uomo non tanto per il partito in cui si candida ma per quello che ha fatto, per le battaglie che ha condotto, per la vicinanza alla gente comune, per gli errori che ha fatto e che umilmente li ha riconosciuti come tali, per la difesa degli ultimi, per la capacità di aggregare persone e motivarle alla partecipazione, per la sua storia e la sua impermeabilità alle insidie corruttive….


siamo ancora in tempo…siamo in tempo per organizzarci e per sostenere persone come Fabrizio Ferrandelli perché ci rappresenti e ci consenta di stabilire un contatto con il palazzo, un ponte tramite il quale si possa scavalcare il fiume dell’indifferenza e insieme partecipare e intervenire alle decisioni importanti per il bene comune di tutti i siciliani… Fabrizio non ci tradire!


Ti aspetto sabato 6 ottobre alle ore 16.30 al teatro Dante, piazza Lolli, per incontrare e conoscere meglio Fabrizio ma soprattutto per ri-appassionarci alla politica del fare.


Questo invito è rivolto a titolo personale considerato che nell’ultima riunione di Voci Attive si è deciso, visto il poco tempo a disposizione, di non schierarci come movimento. T’informo che stiamo preparando l’assemblea generale di Voci Attive che vorremmo si celebrasse tra fine novembre e i primi di dicembre per decidere insieme la linea politica e il programma del movimento e per iniziare una campagna di tesseramento che ci permetta di diffondere tra tanti cittadini palermitani la voglia e l’impegno a partecipare alla costruzione del bene comune. In questo periodo stiamo seguendo insieme a un cartello di associazioni i lavori per la modifica dello Statuto Comunale. Attivati e fai in modo di coinvolgere amici e conoscenti affinché partecipino alla prossima assemblea.



Buona Vita


Vito Restivo

PS :

Mi vorrete scusare  ma ho dimenticato di spendere due parole su tutte quelle forze politiche, nuovi partiti e movimenti, che si stanno affacciando
nel panorama politico regionale in occasione delle prossime elezioni. Semplicemente volevo dire che ancora una volta dobbiamo prendere atto della tremenda
frammentazione che esiste tra tante forze sane della società che nonostante siano detentrici di esperienze, competenze e valori nobili, considerato lo
sbarramento del 5% previsto dalla legge, difficilmente riusciranno a superare tale soglia il che significa disperdere un patrimonio importantissimo che diversamente si sarebbe potuto valorizzare e tutelare attraverso l'attuazione di un chiaro e leale Patto Civico tra di esse. Purtroppo il virus dell’individualismo e del personalismo colpisce anche il nuovo…

Vi ricordo l’incontro di domani con Fabrizio Ferrandelli al teatro Dante P.zza Lolli ore 16.30 e domenica 7 al teatro Politeama ore 10.30 l’incontro con Rosario Crocetta

buona notte
Vito R.








venerdì 19 ottobre 2012

Fine di una luna di miele :nuovi contesti e prospettive


Fine di una luna di miele:  
nuovi contesti e  prospettive

                               di MArio  Guglielmino


Palermo e’ stata benevola con il suo sindaco padre .

IL Sinnacollando.Il padre dei diseredati, dei senza attenzione,degli “ex “ ,carichi di un passato spesso tragico come il loro presente, e in questo momento, per parte di essi , miserabilmente senza futuro.

Il sindaco sempreverde , presente sempre nella memoria affettiva dopo le lontane avvincenti primavere ,che nemmeno il decennale disastro tsunamico del Cammaratismo e’ riuscita a scalfire .

Un sindaco che lo sa fare .

Adesso pero’ Palermo si e’ svegliata dal sogno,proprio a cominciare dagli “ex”.

I cento giorni culminati nel grido Viva Palermo e Santa Rosalia ai Quattro Canti , hanno fatto tramontare l’aura di infallibilita’ e quasi divina del buon Leoluca ,dell’amato professore .

Dimettiti.E’ stato il primo grido di protesta sillabato dal primo tetto di un edificio conquistato dai neo delusi orfani orlandiani.E’ stato sillabato in questi giorni piu’ volte e la clessidra e’ stata cosi’girata ,dal verso favorevole a quello triste di un iniziale declino.

NEWS :FESTA REGIONALE DEI GAS :19 20 21 Ottobre,Cantieri Culturali Zisa Palermo




E' on line   il programma della 4^ festa regionale dei GAS (Gruppo
d'Acquisto Solidale)

Interessantissime le attività per bambini (orto verticale, design
naturale, etc.) e i dibattiti (Riuso, acqua pubblica, medicina
naturale, orti un cas, Alimentazione bio, etc.)
Tre giorni interessantissimi:19, 20 e 21 ottobre ai Cantieri
Culturali alla Zisa

giovedì 11 ottobre 2012

News brevi: prossimi referendum LAVORO

 Sabato prossimo, alle ore 12, presso il centro BIOTOS di via 12 gennaio, 2 a Palermo si terrà la conferenza stampa di presentazione della campagna referendaria

domenica 7 ottobre 2012

La politica come servizio

di Antonio  Carroccio


Carissimi Amici,


Vi giro un brevissimo appello indirizzato ai candidati alle elezioni regionali, a firma di Padre Cosimo Scordato e del prof Fiandaca. Sono loro, infatti, i primi firmatari, ma spero che tantissimi si uniscano - io l'ho già fatto - per far diventare questa iniziativa uno dei simboli di queste elezioni regionali.

Come si legge nella mail di Don Cosimo, l'appello è stato pubblicato su Repubblica-Palermo; questo ha resa necessaria una concisione che non permette di esprimere tutti i concetti e le idee che lo ispirano. Il sentimento fondamentale è evidentemente l'enorme distanza fra la classe politica che governa e noi cittadini; questa classe politica non rappresenta più nessuno, se non i propri interessi e quelli dei poteri finanziari e malavitosi che la sostengono. Lo sperpero di denaro pubblico che viene quotidianamente fatto, le incongrue ed incredibili retribuzioni che i parlamentari regionali percepiscono, le prebende simil-TFR....

giovedì 4 ottobre 2012

LAvori in corso sullo Statuto Comunale Da :Piu' Donne Piu' Palermo

riceviamo e  volentieri pubblichiamo

Carissime, con Ambra oggi abbiamo partecipato all'incontro a Palazzo delle Aquile sulla modifica dello statuto comunale. Erano presenti il presedente del consiglio Salvatore Orlando, i presidenti di alcune commissioni consiliari, della 1^, che si occupa di regolamenti ecc, Juan Catalano, poi Bertolino, Luisa La Colla, A.Mangano pres. della 5^, Antonella che è anche componente della 4^. Oltre gli Alfano e noi erano presenti Guglielmino di Voci Attive, Gulotta e Citarda di Salvare Palermo e ....

PALERMO NOSTRA ___Per dare continuita' e rigore all'impegno civile intrapreso :lo statuto rinnovato -post elezioni amministrative a Palermo

........vi invitiamo a rivedere l'ultima versione della proposta di modifica dello statuto disponibile sul sito del comitato all'indirizzo
http://www.benecollettivo.it/images/stories/docs/Modifiche%20Statuto%20del%20Comune%20di%20Palermo%20v8.pdf

e a segnalarci entro il 20 ottobre eventuali osservazioni/integrazioni da apportare...




GEntilissimi


e' iniziato questo percorso per approvare il nuovo statuto del comune di Palermo.

Lungi dall'essere il solito strumento scritto in burocratese ,lo Statuto e' l'anima democratica di una citta'.
......

martedì 2 ottobre 2012

il "caso Sallusti"

Inoltro un articolo di Micromega che esplicita con eccellente chiarezza il mio pensiero sul caso Sallusti, cioè sul degrado in cui è sprofondata la professione giornalistica. Non si tratta, infatti, a mio avviso di difendere la libertà di stampa o di parlare di "vetusto reato d'opinione". Molti giornali e moltissimi giornalisti appaiono, ai miei occhi, solo come prezzolati componenti di una classe di potere che sfrutta la disinformazione facendone strumento di propaganda. E' un aspetto del conflitto di interesse che, incontrastato da tutti i governi degli ultimi 25 anni, ha consentito a un proprietario di TV e giornali di divenire presidente del consiglio.  Problema immenso ed ignorato dall'attuale governo, come dai precedenti. Problema per il quale ci si dovrebbe cominciare a battere con la convinzione che sia alla base dei nostri attuali problemi.
Antonio Carroccio


TESTO
 
 
Caso Sallusti: libertà di opinione o di diffamazione?

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di Michele Martelli
Intorno al “caso Salusti”, c’è stato un coro quasi unanime di solidarietà, una generale levata di scudi a difesa della «libertà di stampa» che sarebbe stata messa a grave rischio dalla condanna del direttore del “Giornale”, allora direttore di “Libero”, per un semplice «reato di opinione», punito col carcere solo negli Stati totalitari.

Una solidarietà trasversale, espressa da uomini politici, rappresentanti delle istituzioni, direttori di giornali e giornalisti di stampa e tv: l’elenco è lunghissimo, va da Franceschini (Pd) a Maroni, da Alfano e Schifani, da Perina (Fli) a Santanché, da Di Pietro (Idv) a Bonanni (Cisl), da De Bortoli a Ezio Mauro a Mimum a Mentana a Floris e chi ne ha più ne metta. Al coro non è mancata nemmeno la voce della Fnsi, che ha consigliato ai giornali, per protesta (!?), di lasciare «spazi bianchi in prima pagina».

Proviamo a discutere due o tre punti della questione.

1) Innanzitutto, si è davvero trattato di un «reato di opinione»? Anche se, talvolta, il confine tra opinione e diffamazione è labile, in questo caso la risposta è “no”. I giudici della Corte costituzionale (insieme ad alcuni commentatori più avveduti) hanno già chiarito l’equivoco: il reato c’è stato, eccome, e non era «di opinione», bensì di diffusione di notizie palesemente false, che ledono la dignità personale. E tale era la «notizia» del presunto ordine di «aborto coattivo» da parte del giudice Cocilovo alla tredicenne torinese. No, l’aborto fu volontario, con tanto di firma della minorenne e della sua mamma; il magistrato ne ha solo garantito la liceità giuridica, in base alla legge 194/78, denominata per l’appunto Ivg (Interruzione volontaria della gravidanza).

E allora, perché confondere la liberta di stampa con la libertà di diffamazione? Non si rischia l’ammucchiata di centro-destra-sinistra (compreso il neodirettore vendoliano Telese), nella gaudiosa “Casa delle libertà”, in cui ognuno dice e fa quel cavolo che gli pare, come recitava una volta Corrado Guzzanti nei suoi geniali sketch satirici in tv?

2) La Corte di Cassazione non ha condannato Sallusti, ma ha solo confermato la sua condanna emessa dal tribunale di secondo grado, non ravvisando vizi di forma. E allora perché prendersela con la Corte? Illiberali i giudici? No, illiberale la legge, che punisce col carcere la diffamazione, e parliamo del Codice Rocco, approvato negli anni trenta, tuttora in vigore, e, sul punto, rimasto immutato. Semplicemente: i giudici hanno applicato una legge del ventennio, che nessuna maggioranza politica, né democristiana né craxiana, né prodiana, ha mai modificato. E nemmeno quella berlusconiana, fatta, del resto, in gran parte di ex- e post-fascisti, nostalgici del Duce e del saluto romano. Il “caso Sallusti” sembra quasi una nemesi storica.

E poi, la legge si può modificare, certo, ma menzogna e diffamazione vanno comunque punite (con ammenda, ritrattazione e, se necessario, detenzione, come suggerisce Travaglio sul “Fatto quotidiano” di oggi). Altrimenti, ognuno è libero si screditare chiunque a mezzo stampa (sostituire la pena detentiva con quella pecuniaria, come sembra proporre l’attuale Guardasigilli, è cosa ridicola, per chi ha i soldi per pagarla).

Si dice: Sallusti condannato per un articolo scritto da un altro? «Una porcata». Un direttore di giornale dovrebbe controllare tutto quello che scrivono i suoi redattori? Impossibile. Ma cerchiamo di puntualizzare. Gli articoli incriminati sono almeno due, quello anonimo di Dreyfus e quello di Monticone. Con tanto di titolazione in prima pagina. Un direttore responsabile non controlla nemmeno la prima pagina del suo giornale? Dopo i politici, avremmo anche un direttore a sua insaputa, in tutt’altre faccende affaccendato, invece di dirigere il giornale. Suvvia, scherziamo?

D’altronde, Sallusti difende tuttora la scelta di aver pubblicato quegli articoli, di cui non ha mai ritenuto di rettificare la “notizia falsa”, rivendicando la libertà di opinione. Ma qui si tratta di fatti, non di opinioni e interpretazioni. I fatti, accertati dai giudici, gli danno torto? Ebbene, peggio per i fatti. Perché tanta caparbietà? Primo, perché, malgrado la retorica delle dimissioni e dell’addio alla redazione, egli sa che resterà al “Giornale” di famiglia; e poi sa, lo sappiamo tutti, che presto a suo pro verrà imposto in parlamento un ddl ad personam.

3) Infine, qual è il reale motivo dell’attacco del 2007 di “Libero” al giudice torinese? Ce lo spiega il legale di Sallusti: «Nel mirino non c’era Cocilovo ma l’intero “sistema” che consente l’aborto» (“il Giornale”, 27/09/2012, p. 2). Dunque, la diffamazione di una persona era strumentale ad una lotta politica condotta senza scrupoli? Senza temere di incorrere in reati? Si screditava il giudice per screditare la legge 194/78. Nel 2007 c’era il governo Prodi bis, si discuteva di Pacs e Dico, di procreazione assistita, fine vita e aborto: su questi temi, su cui si mobilitò la Chiesa di Ruini, Prodi cadde. Alle elezioni dell’anno dopo, guarda caso, stravinse Berlusconi.

Oggi siamo alle porte di nuove elezioni. Vedremo quanto gioverà elettoralmente alla formazione politica di mister B. questa nuova campagna antiabortista e filoclericale del “Giornale” e di “Libero”. Questo lacrimoso e finto vittimismo di Sallusti perseguitato dalle “toghe rosse” (ma non erano “nere”, poiché applicavano una legge del ventennio?) e da una “magistratura politicizzata e giustizialista” (tale solo se e quando compie indagini e emette sentenze sfavorevoli a B.& Company?).

«Siamo [siete, n.d.r.] tutti Sallusti», ha scritto l’intera redazione del “Giornale”.
Non c’era bisogno di dirlo. Lo sapevamo.

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